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INTERVISTE ESCLUSIVE | martedì 27 dicembre 2011, 16:25

Esclusiva Campioni.Cn. Mohammed Sellam, bomber del Fossano "La vita avrebbe potuto regalarmi la Juventus"

Prosegue la nostra serie d'interviste ai grandi personaggi sportivi del cuneese. Il bomber marocchino si confessa ai nostri 'microfoni': "Che emozione giocare con Marchisio, Giovinco, Lanzafame e De Ceglie"

Momy Sellam, qui davanti al "Pochissimo" di Fossano

Un inizio di campionato memorabile con il Fossano ed un passato incredibile alle spalle: questo è Mohammed Sellam, bomber marocchino classe 1987, che a Campioni.cn racconta il suo passato fatto di gioie, dolori, fiducia non ripagata ed ambizioni.

Momy, hai un passato molto movimentato alla spalle, dove hai iniziato a giocare?

“Sono arrivato in Italia nel 1998 insieme alla mia famiglia. Mio padre viveva già a Torino ed è proprio nella capitale sabauda che ho mosso i primi calci da giocatore nelle giovanili del Vanchiglia. Dopo di che ci siamo trasferiti a Saluzzo e sono andato alla Scuola Calcio di Giuliano Musiello”.

Alla Musiello Saluzzo hai passato gran parte della tua giovinezza calcistica fino all’esordio in Seconda Categoria..

“Anni magnifici fatti di vittorie e grandi soddisfazioni, crescendo con i miei amici di sempre. Con la maglia bianco verde mi sono tolto la soddisfazione di vincere una Coppa Piemonte juniores e di destare buona impressione in seconda categoria”.

Da qui il passaggio al Pinerolo, un bel salto di categoria per un ragazzo della tua età

“All’epoca ero ancora minorenne ed infatti dopo i primi mesi a Pinerolo sono stato girato in prestito al Cavour per problemi miei di trasporto. In promozione siamo giunti quarti in campionato e l’anno successivo sono tornato alla base”.

Ed al tuo ritorno la sorpresa: la Juventus era sulle tue tracce..

“Incredibile, quasi non ci credevo. Il mister della primavere bianconera Chiarenza mi ha contattato e mi ha portato ad allenarmi con loro: ero sullo stesso campo con giocatori del calibro di Sebastian Giovinco, Claudio Marchisio, Davide Lanzafame e Paolo De Ceglie. Mi sembrava un sogno”.

Un sogno che non si è mai trasformato in realtà: come mai il tuo passaggio alla Juventus non si è concretizzato?

“Purtroppo in Italia c’è troppa burocrazia ed il mio status di extracomunitario mi ha impedito di approdare sotto la Mole. E’ da anni che aspetto la cittadinanza, speriamo arrivi in fretta”.

Tu intanto continuavi a giocare e vincere con il Pinerolo..

“Esatto, abbiamo vinto il campionato di promozione tornando in Eccellenza, ma qui mi è giunta una brutta sorpresa”.

Cioè?

“Di punto in bianco sono stato ceduto al Villafranca, senza il mio consenso. Ho addirittura pensato di smettere, io volevo tornare al Cavour e per fortuna ci sono riuscito”.

E proprio a Cavour stava passando un altro treno per la tua carriera, un procuratore da deciso di prenderti con se e portarti in serie A bulgara..

“Esatto. Questo personaggio mi ha portato al Botev Plovdiv dove, dopo un periodo di due settimane di prova, sono stato aggregato alla prima squadra firmato un contratto quinquennale. Mi erano stati offerti un sacco di soldi ed ero un ragazzo veramente soddisfatto e felice”.

Com’è vivere e giocare in Bulgaria?

“Beh per me era un sogno. Camminavi per strada e ti chiedevano foto ricordo ed autografi: ti sentivi una star. La Bulgaria è un paese di forte espansione, molto diverso dall’Italia ma il calcio è sport universale, ti trattano come un Dio proprio come qui”.

Un anno speciale quello vissuto in serie A?

“All’inizio ho dovuto lottare e dimostrare per potermi guadagnare il posto ed alla fine ho giocato parecchio realizzando anche tre reti importanti. Un bottino niente male per un esordiente che gioca come esterno”.

Ma a fine anno brutta sorpresa: il procuratore ti ha saluta con i tuoi soldi in tasca..

“Purtroppo mi sono fidato di una persona sbagliata. Mi avevano fatto firmare il contratto in bulgaro ed io preso dall’euforia mi sono fidato di questo personaggio che a fine anno è sparito con il 75% del mio compenso annuale. Ho anche denunciato la cosa alle autorità ma è riuscito a sparire nel nulla”.

E così ti si ritrovato in Bulgaria senza procuratore ed al tuo secondo anno di contratto..

“Al Botev mi trovavo bene, sia con i compagni che con la società ma una tournée di amichevoli in Italia è stata galeotta”.

Spiegati meglio..

“Abbiamo disputato amichevoli contro Siena, Empoli, Catania e Foggia ed essendo in Italia mi hanno lasciato due giorni liberi per tornare dalla mia famiglia. Qui ho ritrovato i valori che avevo lasciato e non me la sono più sentita di ripartire per la Bulgaria: la ‘saudade’ aveva colpito anche me”.

Rescisso il contratto con la squadra bulgara riparte la tua avventura italiana, al Revello: come mai non una squadra di categoria superiore?

“Beh in primis perché non mi hanno cercato. La seconda ragione è stata portata dalle amicizie che avevo nella società di patron Pedrini, con il quale è bastata un chiacchierata per trovare un punto d’incontro”.

Tre anni strepitosi quelli che hai vissuto a Revello, culminati con la vittoria dei play off che vi hanno portato in Promozione..

“Tre anni fantastici, con un gruppo di persone spettacolari. Ho segnato 55 reti con la maglia revellese, una bella soddisfazione”.

Ed in estate il trasferimento al Fossano, come mai hai lasciato Revello?

“Questione di stimoli. Avevo bisogno di nuova adrenalina ed il Fossano mi ha assicurato determinate cose che ho chiesto. Stiamo andando molto bene con una squadra estremamente giovane e sono sicuro che possiamo dare ancora molto di più”.

Ma se continui a segnare così come faranno le squadre di categoria superiore ad ignorarti?

“(sorride, ndr) Questo non lo so, ma sono problemi che al massimo mi farò a Giugno, adesso penso a vincere ed a migliorare con il Fossano, nel quale mi trovo molto bene”.

 

Andrea Rubiolo

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