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CALCIO | lunedì 02 gennaio 2012, 08:00

Intervista Esclusiva a Jacopo Zenga, bomber dell'Albese: "Vogliamo salvarci e stiamo crescendo"

Per Zenga si tratta di un ritorno nella 'Granda': "Vissi una bellissima esperienza nel Cuneo, centrando una grande salvezza. All'Albese siamo nella stessa situazione, speriamo sia di buon auspicio"

Jacopo Zenga in cerca della seconda salvezza in terra cuneese

Arrivato all’Albese nel mercato di riparazione ha già dimostrato di poter essere trascinatore nella rincorsa alla salvezza dei biancoazzurri: Jacopo Zenga, attaccante classe 1986 e figlio d’arte del portierone azzurro Walter ci racconta le sue prime settimana ad Alba e il suo rapporto con la provincia di Cuneo.

Jacopo, sei arrivato ad Alba da poco, cosa hai trovato?

“Ho trovato una squadra motivata e mi sono chiesto sin da subito come fosse possibile una posizione in classifica così negativa”.

Beh da quando sei arrivato la situazione è migliorata..

“Si, stiamo crescendo. Abbiamo fatto cinque punti in tre partite, centrando la prima vittoria esterna sul campo del Naviglio Trezzano. Peccato per i tre punti buttati via contro il Cantù San Paolo, ma l’importante è sempre muovere la classifica”.

Una classifica che ora vi vede appaiate all’Asti, in piena zona play out..

“Si esatto, ma siamo anche a tre punti dalla salvezza diretta. Le regole F.I.G.C., infatti, dispongono l’eliminazione dei playout in caso di vantaggio cospicuo di punti nei confronti delle ultime. Noi, comunque, dobbiamo dare sempre il massimo e tireremo le somme a fine stagione”.

Ad Alba hai trovato mister Giancarlo Rosso che per te ha speso ottime parole..

“Lo conoscevo solamente da avversario, ci siamo incrociati più volte sul rettangolo verde. Mi ha messo subito a mio agio, facendomi giocare nel mio ruolo: sa cosa posso dare”.

Che tipo di giocatore è Jacopo Zenga?

“Sono un attaccante che gioca molto con il fisico. Obiettivo numero uno ovviamente fare gol ma anche gli assist non mi dispiacciono infatti nelle mie prime due partite all’Albese ne ho fatti altrettanti”.

Pregi e difetti?

“Diciamo che non sono velocissimo ma per una prima punta che gioca di sponda è abbastanza normale. Quelli che io ritengo i miei pregi li tengo per me, preferisco che siano gli altri a dirli”.

Sei giunto nella ‘Granda’ dopo i primi mesi nel milanese, come mai il cambio di maglia?

“Diciamo che non mi sono trovato benissimo a Seregno (Serie D girone B), così ho deciso di cambiare aria, tornando in una zona in cui mi ero già trovato bene”.

Infatti non sei una new entry in provincia, visto il tuo trascorso nel Cuneo..

“Una bellissima esperienza tra le fila biancorosse in serie D, con una salvezza raggiunta con due giornate d’anticipo, partendo dalla terz’ultima posizione. Ora che ci penso è la stessa situazione che stiamo vivendo all’Albese, speriamo che sia di buon auspicio”.

A Cuneo ti eri distinto per le tue grandi doti di bomber d’area, ti ricordi i numeri di quel periodo?

“Certo! Segnai dodici reti in venti partite, che gioia il giorno della salvezza, avevamo fatto una grande cosa!”

Cambiamo argomento, quanto pesa avere un cognome come il tuo sulle spalle?

“Non pesa anche se devi affrontare dei pregiudizi. Alcuni pensano che i figli d’arte giochino perché raccomandati dai genitori: a loro rispondo che se mio padre avesse voluto portarmi in alto avrei giocato in A o in B, non in serie D dove sono arrivato con le mie sole forza, senza l’aiuto di nessuno”.

Com’è Walter come papà-tifoso? Ti segue?

“Quest’anno non è ancora venuto a vedermi perché allena lontano dall’Italia(guida l’Al-Nasr di Dubai), ma quando giocavo a Cuneo, e lui allenava il Catania, qualche volta riusciva ad esserci”.

E’ uno dei classici genitori che nel dopo partita ti spiega tutto?

“(ride,ndr) No, diciamo che se vuole fare qualche accorgimento lo fa, anche quando gli mando dei miei filmati. L’unica cosa che mi ha sempre ripetuto e non smetterà mai di ripetermi è di comportami bene con il mister, rispettando sempre le sue scelte”.

Quali sono i tuoi desideri per il 2012?

“Sicuramente la salvezza con l’Albese. Poi, dal punto di vista personale, spero di trovare quella serenità che ho perso in questi primi mesi al Seregno”.

Ringraziamo Jacopo Zenga per la sua disponibilità, augurandogli di portare in alto il suo nome con la maglia dell’Albese.

Andrea Rubiolo

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