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CICLISMO | martedì 21 febbraio 2012, 17:00

Il portavoce dei “Giovani Ciclisti” rende omaggio all’ex magistrato, nonché ciclista, Carlo Maroglio

Pubblichiamo integralmente la lettera di Lorenzo Garro

Carlo Maroglio sulla Colletta di Rossana

Giovedì pomeriggio una ferale telefonata, fatta con comprensibile voce rotta dalla commozione, mi ha annichilito.

CARLO ci ha lasciati!.

Carlo era e resta, il caro amico del gruppo ciclistico di ultra settantenni che io, metaforicamente chiamai “Giovani Ciclisti”.

Era e resta il simbolo  del nostro gruppo e, nel consueto incontro di fine anno, ancora sfoggiava un indomito spirito vitale e  dichiarava:” nella prossima stagione farò ancora alcune scorribande in Mtb”.

In occasione dell’84° compleanno, così lo descrissi: “Fisicamente non è statuario, ne alto, ne basso, tarchiato il giusto, muscoli guizzanti e gambe secche idonee sia per pedalare che  per lunghe  escursioni in montagna, insomma, un reattivo fascio di nervi che lo induce ad un continuo movimento” e così, intendo ricordarlo.

Durante le molteplici uscite in bici, non solo si pedalava ma, vista la straordinaria amicizia instaurata, oltre ai temi generali, si scendeva a reciproche  confidenze di carattere famigliare e Carlo, in più occasioni, si è rivelato un affettuoso “padre”  e  splendido “nonno”.

In sella era  allegro, sorridente ed arguto e, quando in lontananza si vedeva la corona delle nostre montagne, Lui ci rammentava  i nome delle vette e, con orgoglio, aggiungeva:  “li ci sono stato”.

Ricordo l’ultima e reciproca scommessa, fatta ad inizio dell’anno scorso: a costo di “impiegarci l’intera giornata andiamo a prendere un caffé ad Entracque”; il futuro, risultato poi tribolato, ci ha privati di quest’ ultima  soddisfazione.

Credo che la Tua vera passione fosse scalare le tante vette e , la bici,  un semplice ripiego per mantenerti in movimento.

Ora hai scalato l’ultima vetta, e spero che nelle eteree vie del cielo, Ti ritroverai con il mai dimenticato amico e guida del gruppo, il “capitano Vanni” e con lui continuerai quelle sgambate e quelle chiacchiere che, tanto, ci facevano felici.

Non ho altro da dirti, mi sento solo e, il tuo vivo ricordo, sarà presente nelle mie ultime, limitate e sofferte pedalate.

Spero Ti giunga gradito il mio commosso ed affettuoso : Ciao Carlo!

 

Lorenzo  Garro

 

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