INTERVISTE ESCLUSIVE | martedì 21 febbraio 2012, 16:50
ESCLUSIVA. L'addio al veleno di Zenga all'Albese: "Rosso e Cornero mi hanno dato il ben servito per conto terzi"
L'ormai ex punta biancoazzurra spiega a Campioni.Cn i motivi del 'divorzio' con la società: "Rosso e Cornero non possono ritenersi uomini con la U maiuscola"
E’ uno di quegli addii che fanno rumore: Jacopo Zenga non è più un attaccante dell’Albese. La decisione è stata presa direttamente dal Presidente Cornero che ha voluto allontanare il giocatore dopo l’espulsione di domenica quando l’ormai ex punta biancoazzurra ha reagito ai continui insulti da parte del pubblico di Acqui.
Campioni.Cn ha raccolto in esclusiva le sensazione di Zenga dopo l’ufficializzazione della rottura con la società cuneese.
Jacopo, un fulmine a ciel sereno si è abbattuto su Alba, ma cosa è successo?
“La società Albese, per mano del Presidente Cornero e di mister Rosso, ha deciso di fare a meno di me. La cosa che mi fa sorridere è che nessuno di loro si è esposto e mi hanno dato il ben servito tramite terzi”.
Tutto questo per l’espulsione di domenica? Ma si può sapere cosa c’è stato poco prima del tunnel di Acqui?
“Stavamo già perdendo 1-0 per un palese errore tattico: credo, infatti, che il miglior colpitore di testa avversario debba essere marcato da un altrettanto bravo colpitore di testa. Le indicazioni dateci dalla panchina, invece, erano di ben altro tipo. Volete sapere il risultato? Il nostro avversario ha segnato di testa il gol della vittoria. La cosa già mi ha fatto innervosire non poco e sentir urlare per tutti i 45’ che ero uno zingaro ed un gay non ha fatto altro che far lievitare il mio livello di stress emotivo”.
Fammi capire, ti hanno rivolto insulti razzisti ed omofobi ad Acqui?
“Certo e non solo. Hanno etichettato mio padre e mia madre con titoli ingiuriosi e mentre rientravo negli spogliatoi ho reagito con un gesto verso di loro. L’arbitro ha visto e mi ha dato il rosso”.
E negli spogliatoi cosa è successo?
“Sono rimasto a colloquio con l’arbitro cercando di spiegargli il mio punto di vista perché il mio cognome è spesso fonte di ispirazione per i tifosi”.
Chi c’era con te?
“Nessuno della dirigenza. E’ venuto solamente il preparatore atletico, oltre al nostro capitano Nebbia”.
Ma già domenica ti avevano detto qualcosa sulla vostra ‘separazione’?
“Assolutamente no. Il lunedì ricevo una chiamata dal segretario che mi comunica la decisione di Cornero: lasciarmi a casa con effetto immediato”.
Una sorpresa anche per te, dunque?
“Sono rimasto allibito, in otto anni di esperienza tra le prime squadra ho visto espulsioni molto peggiori della mia, alcune anche per comportamenti altamente violenti e questi giocatori vennero trattati molto meglio di me”.
Cosa ti aspettavi tu?
“Mi aspettavo una multa ed una ramanzina ma lasciarmi a casa è incredibile. E’ vero che ho sbagliato ma sono stato provocato sulla mia famiglia e le persone intelligenti capiscono la gravità di certe offese”.
Diciamo che Alba non rimarrà nell’album delle tue migliori esperienze..
“Direi proprio di no, anzi, posso dire senza problemi che è stata la mia peggior esperienza a livello sportivo. Mi hanno tolto la possibilità di giocare e di percepire uno stipendio almeno fino a fine stagione, me ne vado senza vedere grandi lati positivi”.
Il tuo addio con Rosso com’è stato?
“Praticamente nullo. Non si è fatto sentire e non si è fatto vedere. Sono abituato a risolvere i problemi da uomo a uomo mentre lui, tra domenica ed oggi, non ha saputo dire una parola”.
E con il Presidente Cornero?
“Come sopra. Mi hanno dato il ben servito tramite terzi, gli Uomini con la U maiuscola non si comportano così”.
Non ti porti nulla di buono via da Alba?
“Beh si, il rapporto con la maggior parte dei miei compagni di squadra. Oggi sono venuti a salutarmi davanti ad un caffè dimostrandomi grande solidarietà. Loro sono uomini”.
Il cognome Zenga pesa molto sulle tue spalle e le discriminazioni sono dietro l’angolo..
“Ora posso dire tranquillamente una cosa: se mio padre volesse mi metterebbe a giocare in categorie molto più alte di questa! Se volessi farmi raccomandare non sceglierei sicuramente di farmi mandare in Serie D all’Albese. Vorrei che questo fosse chiaro”.
Devi ammettere, però, che le tue prestazioni non sono state al livello delle aspettative..
“Verissimo, ma anche qui c’è una cosa da dire. Io sono arrivato in una squadra senza alcun tipo di gioco e per un attaccante d’area come me se non arrivano i palloni è difficile far gol”.
Ed ora dove andrai?
“Adesso devo aspettare l’estate per ricominciare a livello agonistico perché il mercato italiano è chiuso. Potrei provare ad andare all’estero ma voglio prendermi una settimana per riflettere”.
Andare all’Al Nasr dove allena tuo padre è una pista che potresti seguire?
“Potrei anche andare da lui per restare in forma e poi provare ad entrare in squadra alla riapertura del mercato, ma deciderò tra qualche giorno”.
Cosa ha detto Papà Walter del tuo addio all’Albese?
“Mi ha detto solamente che quando hai relazioni con persone che competono ad alto livello puoi aspettarti qualcosa di migliore, in Serie D all’Albese non potevo aspettarmi di trovare dirigenze professionistiche”.
Ringraziamo Jacopo Zenga e restiamo a disposizione del club biancoceleste per una controreplica




Andrea Rubiolo