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Volley | mercoledì 09 maggio 2012, 13:45

ESCLUSIVA. Amarcord Cuneo, intervista al "Matador" Rafa Pascual

L'indimenticato ex giocatore dell'Alpitour da Madrid si è concesso alle nostre domande, analizzando il momento della Bre Banca Lannutti: "Una stagione storta può capitare, bisogna avere fiducia"

Rafa Pascual ai tempi dell'Alpitour Cuneo

Rafa Pascual ai tempi dell'Alpitour Cuneo

E' spagnolo, nato il 16 marzo 1970, veniva soprannominato 'El Matador' ed ha fatto la storia dell'Alpitour Cuneo: ovviamente stiamo parlando di Rafael Pascual, grande ex della pallavolo cuneese.
Campioni.Cn lo ha contattato nella sua Madrid per un'intervista esclusiva riguardante passato, presente e futuro di uno dei campioni più amati dalla tifoseria.

Rafael, quest'anno la Bre Banca Lannutti Cuneo è stata leggermente al di sotto del suo standard: segui l'andamento della tua ex squadra?

“Leggo spesso e appena posso mi informo ma mentirei se dicessi di sapere per filo e per segno tutto. Non posso dare un giudizio concreto e chiaro anche perchè con il mio nuovo lavoro il tempo scarseggia. Ciò che posso dire è, senza ombra di dubbio, che una stagione 'no' può capitare a tutti e non bisogna farne una tragedia”.

Certo è che le sconfitte contro Macerata bruciano parecchio..

“E' ovvio che brucino ma dopo tanti anni che fai bene e sei sempre ai vertici è normale un anno di appannamento. Faccio un esempio cambiando sport: il Barcellona quest'anno può 'solamente' vincere la Coppa del Re, ha perso la Liga contro il Real Madrid ed in Champions League è uscita contro il Chelsea, qualcuno vuol farmi credere che sia una squadra poco valida? I picchi di successi che hanno raggiunto Modena, Treviso, Macerata, Cuneo ed ora Trento fanno si che la pallavolo italiana rimanga costantemente ai vertici”.

Cosa non ha funzionato secondo te a Cuneo?

“Non ho informazioni sufficienti per fare un esame della situazione ma capita di non riuscire a trovare la giusta quadratura tra giocatori ed allenatore. In questo caso non è semplice vincere ma sono sicuro che sin dal prossimo anno Cuneo sarà di nuovo protagonista indiscussa”.

Ora parliamo di te: che fai di bello nella vita?

“Mi sono ritirato al termine della passata stagione quando giocavo nella formazione francese dell'Orange Nassau, vicino ad Avignone. Avevo ancora un contratto di due anni con un progetto finalizzato alla crescita della pallavolo con la costruzione di un palazzetto di ultimissima generazione”.

E come mai hai deciso di smettere?

“A causa di questa maledetta crisi il progetto ha cambiato scadenza, passando al 2017, troppo tardi per un giocatore della mia età. Ho deciso, così, di lasciar perdere e dedicarmi ad altro”.

Dicevi prima del tuo nuovo lavoro: sarebbe?

“Sono entrato nel comitato olimpico che proporrà la candidatura di Madrid per l'anno 2020. C'è molto da fare ma è una grande sfida”.

Facciamo una 'schiacciata' indietro nel tempo: di Cuneo cosa ti porti nel cuore?

“Io mi porto Cuneo nel cuore! Quando sono arrivato ero giovane ed inesperto ma ho trovato un gruppo fantastico composti da campioni di livello assoluto con i quali mi sono tolto molte soddisfazioni”.

L'eredità che andavi a prendere non era assolutamente delle più semplici o sbaglio?

“Eh, direi proprio di no. Arrivai a Cuneo e presi il posto di un idolo assoluto come Ljubo Ganev con cui condividevo anche il procuratore. I primi mesi giocai molto al di sotto delle aspettative ma poi mi sbloccai”.

Ti sei sbloccato alla grande portando Cuneo a vincere numerosi trofei..

“Vincemmo una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, una Supercoppa Europea ed una Coppa Cev. E questo solo il primo anno! Poi ancora una Supercoppa Europea, due Coppa delle coppe e, nell'ultima stagione, battemmo Treviso in Coppa Italia e Superocoppa Italiana: ricordiamoci che in quella squadra erano presenti Gravina, Bernardi e Papi che avevano appena vinto lo scudetto”.

I tifosi di Cuneo dicono che sei entrato nel loro cuore prima come uomo e poi come giocatore..

“Proprio come loro sono entrati nel mio. Mi hanno aiutato tantissimo nei primi momenti anche perchè arrivavo come un fortissimo attaccante e stavo deludendo un pochino. Li ringrazierò sempre per questo, non li dimenticherò mai”.

Nikola Grbic ha appena rinnovato il suo contratto per altri due anni: secondo te è ancora possibile risultare decisivo a 40 anni?

“Se hai una mentalità seria e riesci a riconoscere i tuoi limiti direi proprio di si! Bisogna avere l'umiltà di capire che devi allenarti il doppio per poter combattere l'avanzata dei giovani che avanzano. Il vero problema è, comunque, la continuità di rendimento: è difficile tenere alto il ritmo per otto mesi e devi far fronte a dei cali che se mal gestiti ti possono mandare a terra. Nicola è un palleggiatore e questa va, sicuramente, a suo favore perchè usa molto più la testa del fisico. Il principio base resta, comunque, lo stesso: se hai voglia e ti alleni arrivi sempre dove vuoi”.

Tornerai a trovarci a Cuneo?

“Magari! Sarò in Italia per parlare con la federazione e credo proprio che un salto a Cuneo lo farò. Non dimentico quello che ho vissuto nella vostra città”.

Hai un messaggio per la Bre Banca Lannutti Cuneo ed i suoi tifosi?

“Posso solo fargli un grande in bocca al lupo! Negli anni dove non si vincono trofei sembra che una società faccia male, ma bisogna avere pazienza e continuare a stare vicino ai giocatori. Non sempre si può vincere, questo è lo sport, ma l'amore per la propria squadra deve rimanere e, conoscendo i tifosi di Cuneo, non credo che mancherà”.

Andrea Rubiolo

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