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Sport invernali | martedì 13 febbraio 2018, 08:36

Oslo 1952: Stein Eriksen show, Zeno Colò e Giuliana Minuzzo incantano l'Italia

Insieme all'esperto Pietro Tassone ripercorriamo la storia dei Giochi invernali. Il norvegese dà spettacolo sulle nevi di casa, gli azzurri conquistano due medaglie nello sci alpino. Curiosità: la fiamma olimpica non viene accesa ad Olimpia, ma a Morgedal...

Nell'immagine si riconoscono i campioni Zeno Colò (oro in discesa libera) e Stein Eriksen (primo classificato nello slalom gigante)

Prosegue il viaggio nella storia delle Olimpiadi invernali che Campioni.cn ha scelto di proporre ai suoi lettori, affidando i comandi al 94enne di origini frabosane Pietro Tassone, grande esperto in materia e campione nel 1957 di "Lascia o Raddoppia". Grazie ai suoi ricordi enumereremo medaglie, racconteremo aneddoti curiosi e vi accompagneremo durante i Giochi di Pyeongchang 2018.

OSLO 1952

FIAMMA OLIMPICA ACCESA A MORGEDAL - La sesta edizione delle Olimpiadi invernali si disputò nel 1952 ad Oslo, in Norvegia. Vi presero parte 30 Paesi (nuovamente presente la Germania) e 694 atleti, di cui 33 italiani. Gli organizzatori decisero incredibilmente di non accendere la fiamma olimpica ad Olimpia, ma a Morgedal, nel caminetto della casa di Sondre Norheim, uno dei pionieri dello sci. Morgedal era un piccolo villaggio situato nel cuore della contea di Telemark, da dove, esattamente un secolo prima, Norheim si era recato nella capitale norvegese, percorrendo i 150 km con gli sci insieme ad altri due compagni di viaggio e giungendo appena in tempo per allinearsi con gli altri atleti per la disputa di una gara. Fu il primo campione di Norvegia.

LO SCI DI FONDO SI TINGE DI ROSA - Ai Giochi di Oslo venne introdotto per la prima volta lo sci di fondo femminile. Le gare si disputarono a Holmenkollen, una collina distante 7 chilometri dalla città. La 10 chilometri fu vinta dalla finlandese Lydia Wideman, mentre l'azzurra Fides Romanin giunse diciassettesima al traguardo. Per quanto concerne invece la staffetta 4x10 maschile fu monopolizzata, come di consueto dai paesi scandinavi (Finlandia, Norvegia e Svezia): soltanto sesta l'Italia, preceduta anche da Francia e Austria. I padroni di casa dominarono anche nel pattinaggio, grazie a Hjalmar "Hjallis" Anderson, primo classificato nei 1500, 5000 e 10000 metri.

SCI ALPINO: ESULTANO STEIN ERIKSEN E… L'ITALIA! - L'Italia, dopo anni di anonimato, trovò un po' di gloria nelle gare di discesa libera, che si disputarono a Norefjell, a 127 chilometri di distanza da Oslo, su una pista ripidissima, scavata fra due rocce che terminano su un lago ghiacciato. È qui che Zeno Colò diede al Belpaese la prima medaglia d'oro olimpica nello sci alpino, a cui seguì il terzo posto (e il relativo bronzo) centrato da Giuliana Minuzzo nella medesima prova, prestazioni che valsero agli azzurri il settimo posto finale nel medagliere a cinque cerchi. Ad Oslo, inoltre, debuttò lo slalom gigante, dominato dal padrone di casa Stein Eriksen (quarto il nostro Colò), che fu il primo olimpionico nello sci alpino norvegese e il primo (in campo maschile) a non provenire da un Paese alpino. Nella stessa edizione, vinse anche l'argento nello slalom speciale. Vi è un aneddoto personale che riguarda Pietro Tassone: "Nella mia vita - racconta - ho avuto la fortuna e l'onore di conoscere grandi campioni, fra i quali lo stesso Eriksen. Quest'ultimo, nel 1958, venne a Cervinia per offrirmi uno stipendio da favola: per ottenerlo, mi sarei dovuto trasferire negli Stati Uniti d'America per lavorare nei suoi negozi di articoli sportivi. Alla fine non accettai: in Valle d'Aosta, infatti, gestivo anche un noleggio/deposito di sci nel periodo estivo a Plateau Rosa, che mi dava tantissimo lavoro, tanto che dovetti assumere due aiutanti".

Alessandro Nidi

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