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Sport invernali | mercoledì 14 febbraio 2018, 08:14

Cortina 1956: sulle Dolomiti nasce il mito di Toni Sailer

Insieme all'esperto Pietro Tassone ripercorriamo la storia dei Giochi olimpici invernali. Nella prima edizione organizzata in Italia, gli azzurri conquistano un oro e due argenti nel bob, ma la vera star della manifestazione è lo sciatore austriaco, che trionfa in discesa libera, slalom speciale e slalom gigante

Nell'immagine si riconoscono il trampolino di salto con gli sci, il logo di Cortina 1956 e lo sciatore austriaco Toni Sailer

Prosegue il viaggio nella storia delle Olimpiadi invernali che Campioni.cn ha scelto di proporre ai suoi lettori, affidando i comandi al 94enne di origini frabosane Pietro Tassone, grande esperto in materia e campione nel 1957 di "Lascia o Raddoppia". Grazie ai suoi ricordi enumereremo medaglie, racconteremo aneddoti curiosi e vi accompagneremo durante i Giochi di Pyeongchang 2018.

CORTINA 1956

NASCE LA SOLETTA IN PLASTICA - La settima edizione delle Olimpiadi invernali si disputò in Italia, a Cortina d'Ampezzo, dove si iniziarono a vedere i primi modelli di sci con la soletta in plastica (materiale che non si impregna d'acqua), molto più scorrevoli. Alla cerimonia inaugurale presenziò anche il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, che lesse la dichiarazione d'apertura. Le rappresentative iscritte alla competizione furono 33, per un totale di 821 atleti (65 italiani). Il giuramento fu letto da Giuliana Minuzzo, medaglia di bronzo in discesa libera a Oslo nel 1952, ma a tenere banco fu la defezione di Zeno Colò, accusato di professionismo e squalificato.

TONI SAILER, IL CANNIBALE DELLO SCI ALPINO - Sulle nevi dolomitiche il campione austriaco Toni Sailer compì un'impresa senza precedenti, conquistando l'oro in tutte e tre le gare di sci alpino (discesa libera, slalom speciale e slalom gigante). Un accadimento davvero eccezionale, se si considera quanto sia elevato il coefficiente di difficoltà nelle prove olimpiche, sia per la competitività degli avversari che per il rischio concreto di commettere almeno un errore quando si affrontano piste caratterizzate da 1000 metri di dislivello. Sailer riscrisse la storia dello sci e soltanto 12 anni più tardi vi fu qualcuno in grado di emulare le sue gesta, seppur con una differenza sostanziale che analizzeremo nella puntata dedicata ai Giochi di Grenoble 1968: si tratta del francese Jean-Claude Killy. Per quanto concerne le prestazioni dei nostri atleti a Cortina, Gino Burrini, proveniente da Madonna di Campiglio, si classificò sesto nella discesa libera e decimo nello slalom gigante. Nello slalom speciale, invece, il primo degli italiani a giungere al traguardo (molto staccato dal podio) fu Guido Ghedina, in 3'40".

TRE MEDAGLIE DAL BOB - Le uniche medaglie agguantate dall'Italia nell'edizione a cinque cerchi disputata in Veneto giunsero dal bob, dove Lamberto Dalla Costa e Giacomo Conti si imposero nel doppio, seguiti dall'altro equipaggio azzurro in gara, formato da Eugenio Monti e Renzo Alverà (argento). Da segnalare anche il secondo posto centrato dal quattro (Monti-Girardi-Alverà-Mocellini), che permise alla nostra Nazionale di chiudere all'ottavo posto nel medagliere. Nello sci nordico la 15 chilometri fu dominata dal norvegese Hallgeir Brenden (undicesimo Ottavio Compagnoni), la 30 chilometri dal finlandese Veikko Hakulinen (tredicesimo Francesco Deflorian) e la 50 chilometri dallo svedese Sixten Jernberg (sedicesimo Virgilio Mich). Nella staffetta, infine, gli azzurri si classificarono quinti (prima l'URSS, che vinse il medagliere davanti all'Austria).

Alessandro Nidi

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