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Altri sport | martedì 17 aprile 2018, 11:37

A Dogliani il “DardanelloIncontra” regala emozioni

Franco Arese ed Elisa Rigaudo si sono raccontati ai ragazzi delle scuole

A Dogliani il “DardanelloIncontra” regala emozioni

Sono storie di campioni, quelle raccontate ai ragazzi degli Istituti comprensivi di Dogliani e di Farigliano da Franco Arese ed Elisa Rigaudo, fuoriclasse “made in Granda” dell’atletica italiana. Campioni, quelli veri, a cui lo sport ha chiesto e, allo stesso tempo, ha dato tanto. E loro, con la stessa tenacia, hanno rielaborato sconfitte e vittorie, senza mai arrendersi o sentirsi arrivati.

Perché, come ha spiegato Arese agli studenti: «Un campione non è un fenomeno, ma una persona che ha coltivato le proprie predisposizioni naturali, senza arrendersi mai».

Questo il messaggio più bello trasmesso agli alunni coinvolti dal progetto “A scuola di giornalismo con Piero Dardanello”, che giovedì scorso, nella splendida cornice del teatro “Sacra Famiglia” di Dogliani, hanno potuto conoscere ed intervistare i due grandi “big”, ben introdotti dal giornalista cuneese Lorenzo Tanaceto.

Numerose le autorità presenti, da Alessandro Gallo, vicesindaco di Dogliani, a Mirco Spinardi, primo cittadino di Farigliano, fino a Massimo Gula, consigliere della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, partner indispensabile dell’iniziativa.

«È a loro, oltre che ai nostri ospiti, che deve giungere il primo ringraziamento - commenta il presidente dell’associazione culturale “Piero Dardanello”, Sandro Dardanello - ma un sincero grazie va anche al mondo della scuola: al dirigente scolastico, Bruno Gabetti, ed agli insegnanti Cristina Bianco, Sara Chiecchio e Luca Dotta, che hanno accolto il progetto con grande entusiasmo. Lasciatemi, poi, rivolgere un ringraziamento speciale al ‘nostro’ vicepresidente, al doglianese Paolo Cornero che, ormai da tre anni, dedica tempo ed energie per sviluppare nei giovani studenti la coscienza critica indispensabile per la ricerca di notizie, il tutto portando nelle scuole il nome ed il cammino professionale di mio fratello Piero».

I ragazzi si sono preparati all’incontro attraverso la lettura del libro “Divieto di Sosta” (edizione Correre), dedicato alla vita di Franco Arese, che a Dogliani ha dichiarato: «Ho sentito di più la tensione da dirigente, che da atleta. Ma nella vita non bisogna arrendersi mai e questo lo sport lo insegna benissimo».

Una vita, la sua, davvero straordinaria: dal mezzofondo al management aziendale con l’Asics Italia, fino alla presidenza nazionale della Fidal (Federazione Italiana Di Atletica Leggera). Elisa Rigaudo, la marciatrice cuneese consacrata nell’Olimpo da Pechino 2008, si è raccontata con grande cordialità: «Alle Medie, quando avevo la vostra età, c’era chi saltava, chi lanciava, chi correva, ma ai “Giochi della Gioventù” nessuno copriva il “buco” della marcia. Mi sono detta: perché non provare?».

È nata così, quasi per caso, una passione che l’ha portata dalle strade di Roccavione, dove si esercitava quasi di nascosto, per la “stranezza” di quella disciplina, ai sentieri del successo.

Difficile raccontare le emozioni di Pechino, le lacrime di gioia, il tricolore sulle spalle: «Quella mattina mi sono alzata, ho visto la pioggia e mi sono detta: è la mia giornata».

Silenzio in sala, a Dogliani, dove i ragazzi sono stati rapiti dai racconti degli atleti e dal desiderio di raccontarli. Sport di oggi, sport di altri tempi. Sport che, come ha ricordato Arese ai giovanissimi spettatori, continua ad essere «uno strumento fondamentale per realizzarsi come uomini».

cs

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