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Calcio | 16 maggio 2018, 08:32

Eccellenza - Corneliano Roero, Mister Telesca: "Il gruppo è cresciuto, in futuro si potranno raggiungere obiettivi importanti"

L'allenatore però non è ancora certo di restare: "Erbini a parte, abbiamo faticato troppo a segnare; il mio futuro? Non so ancora nulla ma presto mi incontrerò con la società e faremo le nostre valutazioni"

Foto Verra

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La stagione del Corneliano Roero si è conclusa con il sesto posto in classifica con 52 punti e la mancata qualificazione ai play off. Un risultato che non ha soddisfatto completamente le aspettative di inizio stagione, dovuto soprattutto a un attacco spesso sterile, nonostante l’ottima annata in fase realizzativa di bomber Erbini, che ha segnato 21 delle 45 reti complessive dell’undici cornelianese. Un anno nel quale i cornelianesi hanno dimostrato di poter giocare alla pari con le big, segno che manca poco per il salto di qualità.

Della stagione del Corneliano Roero abbiamo parlato con mister Telesca, che non è soddisfatto per la posizione finale di classifica ma anche convinto che si sia costruito qualcosa di importante da cui partire per affrontare il futuro. Sarà ancora con lui in panchina? L’allenatore torinese ha parlato anche di questo.

Buongiorno mister Telesca. Vogliamo tracciare il bilancio della stagione? Cosa vi è mancato per raggiungere i play off?
«Sicuramente l’obiettivo iniziale era la qualificazione ai play off e nella prima parte della stagione eravamo in linea con le nostre aspettative, tanto che ci trovavamo ampiamente in zona play off. Purtroppo a dicembre abbiamo perso due giocatori importanti come D’Alessandro e Rignanese che sono stati ceduti, mentre a causa degli infortuni non ho avuto a disposizione Valeriano e Rubin, così sono cambiate le gerarchie. Coloro che sono rimasti hanno dato sempre il massimo, tanto che nel girone di ritorno abbiamo fatto solo due punti in meno rispetto all’andata ma non è bastato. Se mi guardo indietro certamente qualche punto in più avremmo potuto averlo ma con un gruppo composto da diciotto/venti giocatori nuovi è stato normale avere qualche problema. Quest’annata, quindi, è stata utile per consolidare un gruppo pronto a raggiungere degli obiettivi importanti il prossimo anno. Bisognerà fare tesoro delle cose viste in questa stagione e tirare fuori tutto il buono espresso da questa squadra. Ci sono stati diversi elementi positivi, alla fine siamo pur sempre arrivati sesti davanti a squadre con organici importanti. Era difficile lottare invece con organici consolidati come quelli di Pro Dronero, che ha vinto meritatamente, Cheraschese e Saluzzo. Contro queste squadre, comunque, non abbiamo sfigurato ma abbiamo sprecato diversi punti pareggiando troppe partite. Sicuramente ci è mancato qualcosa, soprattutto nel girone di ritorno, Erbini a parte, abbiamo avuto diversi problemi in fase realizzativa».

Qual è stato secondo lei l’aspetto migliore della vostra stagione?
«La crescita di questo gruppo, costituito da giocatori nuovi, che nel girone di ritorno, seppur privo di giocatori importanti, si è compattato e allenato con grandissima umiltà. I giocatori sono cresciuti tantissimo sotto l’aspetto del gruppo coprendo alcune mancanze tecniche. I giocatori più esperti sono stati dei trascinatori per i più giovani e sono contento perché hanno combattuto fino alla fine. Ci tenevamo a lavorare bene fino all’ultimo. Che sia io o un altro allenatore, chi guiderà questa squadra nella prossima stagione troverà un gruppo più consolidato e avrà l’occasione di fare una stagione importante. Ecco da questo punto di vista il campionato appena terminato va rivalutato e sono soddisfatto per questo motivo».  

Cosa manca al Corneliano Roero per lottare fino alla fine per traguardi importanti?
«A questo organico manca pochissimo, sicuramente qualcosa nel reparto offensivo. Tutto sommato siamo arrivati vicino ai play off e in rosa ci sono giocatori importanti come Corradino, Delpiano, Erbini e Manasiev su cui costruire delle basi importanti per il futuro. Ce la siamo sempre giocata alla pari, abbiamo sbagliato diversi rigori e mancato vittorie per episodi, quindi ci manca sempre poco. Ci sono delle basi di partenza importanti, quindi, non servirà molto per entrare nelle prime quattro o cinque posizioni, poi ovviamente bisognerà anche confrontarsi con il lavoro che verrà fatto dalle altre squadre».

Sarà lei a portare avanti questo progetto il prossimo anno?
«Per quanto mi riguarda non so ancora nulla circa il mio futuro ma presto mi incontrerò con la società, con la quale fin qui mi sono trovato bene. Pur vivendo a Torino sono disposto a viaggiare e restare ancora qui per proseguire il lavoro fatto se  ci sarà l’obiettivo di costruire qualcosa di importante. Ovviamente non dipenderà soltanto da me ma anche dalle disponibilità economiche e gli obiettivi della società, che dovrà fare tante valutazioni prima di decidere cosa si vuole costruire. Da parte mia c’è tutta la volontà di restare perché queste persone mi hanno dato tanto ma non dipende solo da me. Ci confronteremo e ognuno farà le sue valutazioni»

Giorgio Capodaglio

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