/ Calcio

Calcio | 23 maggio 2018, 14:52

Eccellenza - Cheraschese, parla bomber Cornero: "Felice della mia stagione ma che dispiacere per il finale di campionato!"

L'attaccante ha segnato 29 reti ma fatica a digerire il finale di stagione: "Abbiamo dato il massimo per vincere il campionato ma i tanti infortuni non ci hanno permesso di giocarcela con la rosa al completo"

Gli abbracci dopo un gol

Gli abbracci dopo un gol

È stata una stagione emozionante ed intensa quella della Cheraschese, giunta seconda nel Girone B dell’Eccellenza a un solo punto dalla Pro Dronero ed eliminata poi nei play off per mano del Saluzzo. Un finale che ha lasciato l’amaro in bocca a società, staff tecnico e giocatori, protagonisti però di un campionato andato ben oltre le aspettative.

Uno dei grandi protagonisti dell’annata dei nerostellati è stato Edoardo Cornero, capace di realizzare la bellezza di 29 reti stagionali, 25 in campionato e 4 in Coppa Italia. Con lui abbiamo parlato di questa sua bellissima stagione anche se “Edo”, come lo chiamano i compagni, è molto dispiaciuto per l’esito finale perché sente che la sua Cheraschese avrebbe meritato di più.

Ciao Edoardo. Partiamo dal finale che per voi è stato molto amaro.
«Fa male perché credo che siamo usciti immeritatamente dai play off. Dispiace perché abbiamo fatto una grande stagione, avremmo meritato di più sia noi sia giocatori sia lo staff tecnico e la società. Sarebbe stato bello avere la soddisfazione di giocarsi almeno la fase nazionale dei play off. Anche perché abbiamo lottato fino alla fine per la vittoria del campionato ed è stato un peccato non riuscirci. Tutti noi abbiamo dato il massimo ma nel finale di stagione abbiamo avuto diverse assenze pesanti. Sono convinto che al completo avremmo potuto farcela, invece negli ultimi due mesi e mezzo si sono susseguiti gli infortuni. Comunque ogni giocatore chiamato in causa ha fato il massimo e per questo motivo possiamo solo essere soddisfatti e orgogliosi di quanto fatto, è stata una stagione bellissima».

Avete mancato il primo posto per un solo punto: immagino che ti sarai chiesto più volte dove avete perso quel punto.
«Si. Credo che abbiamo perso la vittoria del campionato in occasione della partita casalinga contro la Denso che abbiamo sbagliato completamente e perso commettendo diversi errori. Tra noi, però, non c’è rammarico in quanto sappiamo di aver fatto tutto il possibile per riuscirci, solo un po’ di dispiacere per non aver avuto l’occasione di giocarcela con la rosa al completo».

Alla vigilia della stagione eravate partiti con altri obiettivi: quando avete pensato di potervi giocare la promozione?
«Diciamo che tra fine dicembre e inizio gennaio abbiamo iniziato a crederci, abbiamo capito di avere i mezzi per vincere il campionato e abbiamo così dato tutto per provare a portarlo a casa. Purtroppo non è bastato».

Siete riusciti comunque a tenere testa a una squadra forte come la Pro Dronero fino all’ultimo.
«Questo sicuramente è motivo d’orgoglio ma nel complesso sono convinto che noi non fossimo inferiori a loro né come squadra né come singoli. Abbiamo giocato forse il calcio migliore del girone dimostrando più volte il nostro valore. Dispiace solo per il finale».

Parliamo di te: hai segnato 25 gol in campionato; l’avresti mai immaginato alla vigilia della stagione?
«Figurati (ride, ndr). In passato ho sempre giocato da esterno in un 3-5-2 anche se devo ammettere che spingevo tanto e difendevo poco. Poi nel finale della passata stagione mister Brovia è passato al 4-3-3, modulo che ha confermato anche quest’anno, così mi sono trovato a giocare davanti con Atomei e Celeste. In carriera ho sempre segnato setto o otto gol, quindi il mio obiettivo iniziale, giocando più avanti, era di arrivare in doppia cifra. Invece ho fatto molto di più, addirittura 29 reti tra campionato e coppa, sono super contento di quanto ho fatto. Come ho detto più volte, però, devo ringraziare i miei compagni perché mi hanno sempre messo in condizione di fare gol cercandomi di continuo. Io sono riuscito a farmi trovare sempre pronto».

Descrivici la tua intesa con Atomei e Celeste, due giocatori molto diversi tra loro.
«”Ato” è una punta che dà sempre tutto in campo, rincorre l’avversario, si sacrifica, si sbatte, ma quando è in area ha un grande senso del gol. Inoltre aiuta tanto nella costruzione del gioco e fa così salire di molto il livello della squadra. Per quanto riguarda Celeste, invece, è difficile trovare nella nostra categoria giocatori con la sua qualità perché è sempre in grado di trovare il passaggio decisivo o la giocata da un momento all’altro. Con loro due mi trovo molto bene».

Nel finale, a causa dell’infortunio di Atomei, ti sei ritrovato nell’inedito ruolo di punta centrale. Per te deve essere stata una grandissima novità.
«Non è stato facile per un giocatore con le mie caratteristiche perché sono più bravo a ricevere palla tra gli spazi o nella corsa, anziché fare sponde, sportellate con gli avversari e tenere la palla per far salire la squadra. Ce l’ho messa tutta, ho dato il massimo per la squadra in ogni momento e per questo motivo sono soddisfatto».

Qual è il tuo rapporto con mister Brovia?
«Mi alleno con lui da tre anni. È una grandissima persona, oltre che un allenatore molto competente. Abbiamo un ottimo rapporto e con lui mi sono trovato veramente bene sia in campo sia dal punto di vista umano. Sarei molto felice se ci fosse l'opportunità di continuare a lavorare con lui».

Hai già un obiettivo per la prossima stagione? Come si alza l’asticella dopo aver segnato 29 gol?
«Facendone quaranta (ride, ndr). Diciamo che anche per il prossimo anno punto a entrare in doppia cifra, superando le dieci marcature, poi strada facendo vedremo come andranno le cose. Sicuramente quando segni tanto come è capitato a me quest’anno cresci in fiducia e ogni pallone che ti capita riesci a infilarlo in gol perché sembra tutto più facile. Ho fatto alcuni gol anche molto belli, come ad Alpignano, quando ho ricevuto palla al limite, l’ho spostata e portata avanti col mancino per poi far partire un tiro che è terminato sotto l’incrocio. Quasi non ci credevo neanche io»

Giorgio Capodaglio

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium