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Calcio | mercoledì 20 giugno 2018, 16:01

Promozione - Montatese, senti il neo acquisto Mirko Costa: "Non vedo l'ora di cominciare"

Il centrocampista a Campioni.cn: "Ho accettato immediatamente la proposta della Montatese perché mi ha fatto sentire importante; la Cheraschese? Mi dispiace che le cose siano andate così"

Ripartirà dalla Promozione la carriera di Mirko Costa dopo un anno di stop a causa di un problema fisico dal quale ha recuperato soltanto nel finale dell’ultima stagione, quando ha ottenuto nuovamente l’idoneità, facendo il suo esordio stagionale con la Cheraschese in occasione della sfida alla penultima giornata contro il Corneliano. Il centrocampista si è accasato alla Montatese, società che l'ha fortemente voluto.

È tanta la gioia e la voglia di mettersi in gioco di Mirko Costa, che tornerà finalmente a disputare un ritiro estivo ed essere protagonista in campo. «Dopo un anno di stop avevo tanta voglia di tornare a giocare – ha affermato Costa a Campioni.cn – non appena ho ricevuto l’idoneità sono tornato ad allenarmi e ho anche fatto una presenza in campionato. Devo ammettere, però, che nei primi allenamenti e partitelle ero un po’ arrabbiato, perché mi vedevo molto indietro rispetto agli altri dopo un anno di inattività. Speravo di essere subito protagonista e a un certo punto invece ho anche iniziato a chiedermi se fossi ancora in grado di giocare. I dubbi però ora sono passati, in questi casi bisogna saper avere pazienza, perché dopo un anno di inattività è anche normale ritrovarsi indietro fisicamente. Ora non vedo l’ora di ricominciare, amo troppo il calcio per arrendermi davanti alle difficoltà».

Costa ripartirà quindi dalla Montatese, finalista lo scorso anno in Coppa Italia di Promozione: «Ho ricevuto diverse chiamate – ha ammesso il centrocampista – ma la società che ha insistito di più è stata la Montatese, che mi ha cercato più volte dimostrando di credere molto in me. Mister Battaglino, poi, mi ha allenato in passato, con lui mi sono trovato molto bene, inoltre qui troverò anche altra gente con cui ho già giocato. A Montà d'Alba mi hanno fatto capire di voler puntare su di me e quindi non ci ho pensato due volte a firmare.».

Anche perché ricevere un tale attestato di stima dopo un anno di stop non è mai scontato: «Proprio questo mi ha fatto piacere – ha spiegato Costacosì ho accettato immediatamente la loro proposta, non ho nemmeno aspettato altre chiamate. Per me quella di Montà d’Alba è una destinazione gradita, anche lo scorso anno sono andato più volte a vedere la squadra, visto che è anche vicino casa e ho visto una formazione molto forte, capace di diventare subito protagonista nonostante fosse solo al primo anno di Promozione. Ora non vedo l’ora di ripartire e mi auguro di farlo al meglio, senza infortuni perché alla sfortuna ho già dato».

Due anni con la Cheraschese, però, non si dimenticano anche se Costa ha un rammarico: «Mi dispiace che le cose siano andate così. Sono arrivato da Corneliano e ho giocato quattro mesi molto bene, la squadra ha scalato posizioni di classifica fino ai play off, poi è arrivato quel maledetto problema fisico e lo stop forzato. Purtroppo a Cherasco non ho potuto dimostrare fino in fondo il mio valore, la gente sicuramente non si ricorderà di me. Peccato, lì avevo trovato un’isola felice, un gruppo straordinario di bravissimi ragazzi, guidato da Brovia e il ds Roman. Purtroppo eravamo consapevoli che non avremmo avuto l’occasione di restare lì tutti insieme. Peccato, era un gruppo bellissimo».

Costa ha quindi ringraziato il suo passato allenatore, Gianluca Brovia: «Avrei continuato volentieri a lavorare con lui ma Santo Stefano Belbo è scomoda per me, visto anche il mio lavoro. Con il mister ci siamo sentiti proprio domenica scorsa, sa che la Montatese è per me la soluzione migliore. Ci siamo dati un arrivederci, non un addio, perché con lui mi sono sempre trovato molto bene e lo scorso anno insieme a Roman mi è stato molto vicino nelle difficoltà. Come hanno detto anche gli altri giocatori che hanno lasciato la Cheraschese, sarebbe bello se un giorno dovessimo trovarci nuovamente tutti insieme, perché avevamo creato un bel gruppo dentro e fuori dal campo»

G.C.

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