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Calcio | 25 giugno 2018, 14:06

Eccellenza - Albese, si presenta Sinisi, un vincente con voglia di riscatto: "Sono qui per rimettermi in gioco"

Il centrocampista, che ha vinto con le maglie di Bra, Unione SanRemo e Borgaro, è stato fortemente voluto dalla società biancoceleste: "Voglio ripagare questa società per la fiducia avuta nei miei confronti"

Eccellenza - Albese, si presenta Sinisi, un vincente con voglia di riscatto: "Sono qui per rimettermi in gioco"

Un vincente con tanta voglia di riscatto. L’Albese ha deciso di rinforzare il proprio centrocampo acquistando Fabrizio Sinisi, centrocampista classe 1992, reduce dalla deludente e sorprendente retrocessione con l’Alpignano, arrivata dopo il rocambolesco spareggio perso proprio contro l’Albese. Una delusione all’interno di una carriera ricca di successi, dai due campionati consecutivi vinti con il Bra di Daidola, arrivando dall’Eccellenza fino alla Lega Pro, alla Coppa Italia di Eccellenza Ligure e anche nazionale vinte con la maglia dell’Unione SanRemo, e infine il campionato e la Coppa Italia di Eccellenza Piemontese vinti con il Borgaro.

Un giocatore che sicuramente avrà tanto da trasmettere ai compagni e farà salire inevitabilmente il livello di un’Albese che però, come il suo giocatore, vuole restare con i piedi ben saldi a terra e pensare prima di tutto a restare in categoria. Campioni.cn ha intervistato il centrocampista ex Alpignano, partendo dalle motivazioni della sua scelta per arrivare agli obiettivi, passando per le sue esperienze passate, la maggior parte delle quali vincenti.

Ciao Fabrizio e bentornato nella provincia di Cuneo dopo le esperienze con Bra e Benarzole. Cosa ti ha spinto ad accettare la proposta dell’Albese?
«Il progetto. Il presidente ha grandi intenzioni, così come la società, il direttore e il mister, tutto l’ambiente mi è sembrato molto motivato. Poi l’Albese è una società di prestigio, che ha sempre giocato in categorie importanti. Per me è il posto ideale per rimettermi in gioco dopo un anno certamente non bellissimo. Sono felice di aver trovato subito l’accordo con il presidente».

Giocherai proprio con la squadra che ha retrocesso il tuo Alpignano nello spareggio.
«Ne parlavo proprio con il presidente. Per me è molto strano entrare a far parte della squadra che mi ha condannato alla retrocessione ma il calcio è questo. Per noi all’Alpignano è stata una stagione particolare, in quanto eravamo una buona squadra composta da ottimi giocatori ma tutto ha girato male e ovviamente ognuno di noi ha delle colpe. Certo il calcio è proprio strano, siamo retrocessi pur avendo con noi il capocannoniere del campionato. Però questo sport è bello forse anche per la sua stranezza».

Sicuramente dopo un anno del genere arriverai ad Alba ancora più motivato.
«Si, ho tanta voglia di rifarmi anche perché nell’ultima stagione ho avuto diversi problemi fisici che hanno limitato il mio rendimento. Ho voglia di far bene e rimettermi in gioco. Voglio fare qualcosa di importante perché ho subito la mia prima retrocessione. Fino a oggi avevo avuto una carriera piuttosto fortunata, visto che a 26 anni ho già vinto Eccellenza e Serie D con il Bra, Coppa Italia Ligure e Nazionale con l’Unione SanRemo e Coppa Italia Piemontese di Eccellenza e campionato di Eccellenza con il Borgaro. Ora quindi voglio fare qualcosa di importante ad Alba dopo la brutta parentesi di Alpignano. Purtroppo è andata così, mi dispiace tantissimo per la società, il mister e i miei ex compagni, perché sulla carta eravamo un’ottima squadra».

Cosa porterà Fabrizio Pirisi all’Albese?
«Tutta la mia voglia di rivincita dopo la retrocessione, la determinazione, il desiderio di far bene e giocare un campionato di alto livello per questa società che mi ha voluto. Voglio ripagare sul campo l’interesse mostrato nei miei confronti dall’Albese, sono orgoglioso di aver trovato una società con tanta voglia di avermi nelle sue fila».

A centrocampo sei una specie di jolly; c’è però una posizione che prediligi?
«Diciamo che ho giocato da tutte le parti, anche come esterno in un 3-5-2 come a Sanremo. A Bra ho giocato pure trequartista, poi in carriera ho fatto anche l'interno in un centrocampo a tre. Credo però che il ruolo più adatto a me, quello dove mi esprimo meglio, sia davanti alla difesa, posizione in cui ho reso molto bene a Narzole. Però per il bene della squadra sono sempre pronto ad adattarmi»

Ti abbiamo definito “l’asso di coppe”. In fin dei conti non c’è due senza tre.
«Magari, chi lo sa, uno se lo augura sempre. Ovviamente spero di vincere anche all’Albese. Noi però abbiamo fissato un obiettivo ben chiaro: dopo una salvezza arrivata all’ultimo momento, il presidente vuole che quest’anno si riesca a tenere la categoria con maggiore tranquillità. Vogliamo quindi salvarci il più in fretta possibile e dopo toglierci delle soddisfazioni, divertirci. L’importante sarà non arrivare a fine campionato con l’acqua alla gola, costretti a guardare i risultati delle altre squadre. Mi avete definito asso di coppe? In effetti a Borgaro ho fatto doppietta, mentre con l’Unione SanRemo mi sono tolto la soddisfazione di vincere addirittura la Coppa Italia nazionale in finale a Firenze. Un’esperienza unica, indimenticabile, una delle più belle della mia vita. In Toscana quel giorno c’erano 300/400 tifosi arrivati da SanRemo, addirittura da Mazara ne arrivarono 600/700, più le tante persone del posto e gli organizzatori. Bellissimo, così come la doppia promozione con Daidola in panchina al Bra. Tutte esperienze fantastiche».

Sinisi con la Coppa Italia di Eccellenza vinta con l'Unione SanRemo

Qui con la Coppa Italia di Eccellenza vinta con il Borgaro

 

Giorgio Capodaglio

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