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Arti marziali | domenica 12 agosto 2018, 19:11

Come si devono alimentare i fighters?

L'alimentazione dei fighters deve essere curata in maniera specifica, anche se non è possibile individuare una dieta univoca che sia valida per tutti i combattenti

Come si devono alimentare i fighters?

L'alimentazione dei fighters deve essere curata in maniera specifica, anche se non è possibile individuare una dieta univoca che sia valida per tutti i combattenti: ogni persona, infatti, ha caratteristiche diverse non solo dal punto di vista biochimico ma anche a livello psicologico, che devono essere tenute in considerazione nell'applicazione del regime alimentare. Sono molti i luoghi comuni che devono essere sfatati quando si parla di alimentazione per gli sportivi: c'è chi consiglia di ridurre i pasti per dimagrire, per esempio, ma anche chi raccomanda di non consumare i carboidrati di sera o di mangiare cibi molto zuccherini prima di una competizione. In realtà, sono tutti comportamenti sbagliati, che meritano di essere corretti.

Prima di tutto, non è vero che riducendo il numero dei pasti si finisce per perdere peso. L'organismo umano, infatti, interpreta ogni calo di energia introdotta come un problema, in funzione del quale il metabolismo viene ridotto. In pratica, è come se il corpo mettesse in atto delle azioni per contrastare proprio il dimagrimento, come per esempio il risparmio energetico. Ciò che determina un calo ponderale non è il numero dei pasti, ma l'introito calorico, fermo restando che anche un taglio drastico delle calorie fa dimagrire ma solo sul breve periodo, perché poi inizia ad aumentare il cortisolo. 

I fighters, e più in generale tutti gli sportivi che si allenano tutti i giorni, dovrebbero consumare non meno di cinque pasti al giorno, in modo tale da rifornire le scorte di glicogeno muscolare come necessario. L'introito di carboidrati dovrebbe essere pari a non meno di 3 grammi per chilo al giorno. Si tratta, naturalmente, di una quota puramente indicativa, che dipende anche dall'entità dell'assunzione dei carboidrati nei periodi in cui non ci sono gare da affrontare. In generale vale il principio secondo il quale più si è in grado di incrementare il metabolismo e più si riesce a dimagrire in fase di cut senza dover rinunciare ai carboidrati. Il numero elevato di pasti permette di rimanere sopra un certo livello glucidico: così l'organismo non si stressa e le scorte di glicogeno muscolare possono essere ricaricate senza difficoltà.

Non solo i carboidrati, comunque: i fighters devono prestare attenzione anche alle proteine e ai grassi, che devono essere consumati in quantitativi adeguati. Il riferimento è ai grassi buoni, come quelli contenuti nella frutta secca, nel pesce azzurro, nell'olio di oliva, e così via. Essi, tra l'altro, influenzano la produzione di ormoni sessuali, da cui dipendono l'aggressività e la forza di cui si ha bisogno in allenamento e in gara. Per i lipidi, il limite minimo è di 0.7 grammi per chilo, mentre per i protidi è di 1.2 grammi per chilo.

Infine, l'ultimo consiglio - ma non in ordine di importanza - è quello che riguarda la necessità di idratarsi in modo costante: non solo con l'acqua, ma anche con spremute di agrumi, con tisane o semplicemente mangiando frutta molto diuretica, come l'anguria. Ci si deve idratare sia quando si mangia che tra un pasto e l'altro, senza dimenticare gli effetti della reidratazione nel corso degli allenamenti.

Per un migliore approfondimento vi consigliamo la sezione dieta del sito Project Invictus, uno dei migliori siti italiani per quanto riguarda le tematiche connesse a sport ed alimentazione.

 

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