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| 14 gennaio 2019, 16:30

SERVE UNA TREGUA - CollegnoParadiso-Chianocco: accusa e difesa dopo la rissa

Bufera in Prima Categoria: inizio anno pessimo...

SERVE UNA TREGUA - CollegnoParadiso-Chianocco: accusa e difesa dopo la rissa

Collegno Paradiso-Bussoleno Chianocco di Prima Categoria girone D non finisce più. E soprattutto, non è mai finita nemmeno in campo visto che è stata sospesa al 92' dall'arbitro dopo il gol al 90' del Collegno e la successiva rissa...

Mister Bonafede, Bellan e Martorana del Collegno Paradiso sono certi di aver sentito insulti ben precisi, riferiti al colore della pelle, da parte di un tesserato del Bussoleno Chianocco nei confronti di Alfano. Inoltre la società conferma in toto di non aver apprezzato altre frasi e provocazioni calcistiche che sarebbero state portate avanti nell'arco della partita. Il primo a ribadirlo è proprio Max Alfano, 20enne italianissimo con origini africane (mamma del Camerun), che sarà protagonista a breve di una nostra intervista.

C'è di più: l'allenatore della Juniores Fusseini aggiunge un pezzo e cioè il presunto tentativo di Irimia, numero 2 del Bussoleno Chianocco, di colpire negli spogliatoi Max Alfano dopo i cartellini rossi ai due giocatori. Fusseini li avrebbe divisi per primo.

Il Collegno Paradiso è rimasto incredulo dopo le dichiarazioni del presidente del Bussoleno Chianocco Rossero. Questo è il coro: "I pochi cartellini sventolati dall'arbitro non giustificano il loro comportamento intimidatorio all'andata e al ritorno, così come il fatto che abbiano dei giocatori di origine africana in rosa non annulla automaticamente le frasi che io e alcuni nostri tesserati abbiamo chiaramente udito". D'altro canto la società, e lo stesso Alfano, ammettono di aver sbagliato nella situazione che ha scatenato il putiferio, ovvero l'esultanza sfacciata di Alfano. Il giocatore: "Ma certo, ero stufo di prendere calci, pestoni e di sentire brutte frasi. Dopo un po' ho risposto anche io". Si difende Irimia: "Anche io ho ricevuto provocazioni e poi è venuto ad esultarmi in faccia. Una volta sventolato ad entrambi il cartellino rosso Alfano ha detto di volermi aspettare negli spogliatoi. Se l'ho colpito? Ho tentato di raggiungerlo per un confronto faccia a faccia con lui. Avessi voluto davvero colpirlo avrei potuto farlo, ma non è stato così".

D'altro canto il Bussoleno Chianocco (in questo articolo le dichiarazioni di ieri di Rossero) smentisce le frasi razziste e la "caccia all'uomo", sottolinea come la partita sia stata maschia ma corretta per 89 minuti e aggiunge altri pensieri nel comunicato di oggi.

"Date le dichiarazioni mezzo stampa di alcuni tesserati del COLLEGNO PARADISO vogliamo precisare che neghiamo con forza e con determinazione che un qualsiasi nostro tesserato, durante la partita di ieri , abbia in qualsiasi modo tenuto comportamenti o abbia espresso frasi razziste nei confronti del giocatore avversario Max Alfano!
Ci riserviamo quindi, col nostro legale, di valutare se ci sono i presupposti per una querela viste le dichiarazioni del signor BONAFEDE e del signor MARSICO, allenatore e direttore sportivo del COLLEGNO PARADISO, che ci appaiono lesive per la nostra associazione e per i nostri tesserati!
La POLISPORTIVA B.CHIANOCCO non ci sta a passare per “il cattivo di turno” soprattutto dopo i cambi di versione e delle dichiarazioni false e fuorvianti fatte nei nostri confronti!
Siamo stati,siamo è sempre saremo in primis un gruppo civile di persone che fanno e propongono sport, e non vogliamo confonderci con coloro che fanno di tutto, compreso il diffamare il buon nome altrui, per inseguire un risultato!

Il Presidente
Rossero Massimiliano".

Quale punto d'incontro, insomma? Finora nessuno, ma ci auguriamo che le società lo trovino e si chiariscano, anche senza il mezzo stampa e i comunicati.

Per il momento Collegno Paradiso e Bussoleno Chianocco si trovano su due lunghezze d'onda completamente diverse. Almeno tre tesserati locali avrebbero sentito anche una frase razzista, cosa totalmente smentita dagli ospiti. Inoltre Bonafede aggiunge: "Non ci sto più. Invece di indagare sul comportamento di un tesserato che cerca di colpire il nostro Alfano negli spogliatoi, e di prendere provvedimenti, si fa una difesa a spada tratta con quel comunicato. Le nostre colpe quali sarebbero? L''esultanza di Alfano la condanno, certo, ma dopo? Siamo entrati in campo per andare a difenderlo, come farei io in mezzo alla strada di fronte ad un sopruso o un'ingiustizia. Comunque basta guardare le rose, con gente di 20 anni da una parte e di 40 dall'altra, per capire molte cose...In ogni caso non ce l'ho con Rossero e col Bussoleno Chianocco, ma con un tesserato".

La "partita",  ma quale partita, continua. Fino a quando?

Michele Rizzitano

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