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Altri sport | 22 aprile 2019, 09:00

Successioni e testamento: cosa dice la legge

il legislatore è intervenuto in passato per andare a garantire che una parte dei beni ereditari debba essere assegnata necessariamente al coniuge o ai figli.

Successioni e testamento: cosa dice la legge

La legge italiana in materia di successioni e testamento è piuttosto corposa, spesso anche intricata trattandosi di un argomento estremamente importante. In particolare il legislatore è intervenuto in passato per andare a garantire che una parte dei beni ereditari debba essere assegnata necessariamente al coniuge o ai figli.

In sostanza ne deriva che la normativa limita la libertà da parte del diretto interessato di disporre con il proprio testamento; una parte dei beni di sua proprietà deve necessariamente essere riservata a determinate persone legate da vincoli di parentela e identificati non a caso con il termini di riservatari.


Sono queste le ragioni per le quali, spesso e volentieri, si assiste a liti che sfociano anche in cause lunghe in materia di eredità: perché una quota del patrimonio del defunto deve essere girata a tali riservatari o legittimari anche se la volontà espressa da chi ha redatto il testamento quando ancora in vita era di tutt’altra natura.
Un argomento complesso, non a caso si finisce il più delle volte per rivolgersi ad un professionista esperto in successioni per cercare di dirimere la matassa. Di base, parlando di testamenti, per la legge italiana questi possono essere di distinte tipologie: il testamento olografo è quello che può essere redatto anche autonomamente, senza la presenza di alcun notaio né costi; c’è poi il testamento più tradizionalmente diffuso, quello che invece viene sottoscritto davanti alla presenza di un notaio che provvede a conservarlo.


C’è un’altra fattispecie riferita a questa materia e che desta molto interesse: ovvero i casi di eredità senza testamento. Cosa succede se il defunto non ha lasciato alcuna volontà scritta quando era ancora in vita? In questi casi, partendo anche da quanto sopra detto in materia di legittimari, si tendono a favorire le persone che abbiano avuto un legame di parentela più stretto con il defunto.

Sarà quindi un giudice incaricato a dover indicare i soggetti idonei per la successione andando quindi a praticare la cosiddetta divisione ereditaria. Ultimo fattispecie da analizzare, la rinuncia all’eredità: ciascun soggetto indicato nel testamento o tramite diritto acquisito in quanto riservatario può rinunciare alla propria quota di eredità: ciò avviene soprattutto nei casi in cui i debiti del defunto risultino essere superiori rispetto ai crediti. L’erede può quindi rinunciare in toto all’eredità, sia a crediti che a debiti.

In questo caso nessun creditore potrà cercare in futuro di rivalersi su di lui e sul suo patrimonio, cosa che invece potrebbe accadere qualora egli accettasse l’eredità


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