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Motori | 03 giugno 2019, 11:59

Supermoto - A Busca Il tedesco Marc Reiner Schmidt batte, a sorpresa, il francese Thomas Chareyre

Ottimi risultati per i piloti del Drivers Cuneo, con Cucchietti vincitore nella S5 e Negri secondo nella S3

Supermoto - A Busca Il tedesco Marc Reiner Schmidt batte, a sorpresa, il francese Thomas Chareyre

Una quindicina di giorni dopo la disputa del Campionato Europeo Supermoto, gli specialisti di questa spettacolare specialità si sono ritrovati sul Circuito Internazionale di Busca per il terzo appuntamento degli Internazionali d’Italia, che hanno visto ai nastri di partenza un centinaio di piloti, i quali si sono dati battaglia in due giornate caldissime, con temperature prossime ai trenta gradi, che hanno messo a dura prova il fisico dei piloti e la tenuta degli pneumatici.

La gara, organizzata dalla Offroad Pro Racing in collaborazione con il Moto Club Drivers Cuneo, alla quale è intervenuto anche il responsabile FMI del Campionato Italiano Supermoto Attilio Pignotti, ha fatto registrare una buona presenza di pubblico.

Grande sorpresa nella classe S1, quella dove erano impegnati i big, con il tedesco Marc Reiner Schmidt (Honda), che con due ottime partenze si è tenuto in entrambe le manche alle spalle l’asso piglia tutto francese Thomas Chareyre (TM Factory), il quale ha tentato, senza riuscirci di precedere l’avversario. Dietro di loro si sono piazzati Elia Sammartin (Honda), Diego Monticelli (TM) e Luca Ciaglia (Honda).

Bella lotta anche nella classe S5, nella quale erano impegnati i conduttori del Moto Club Drivers Cuneo Mauro Cucchietti e Livio Landolfi. Le qualifiche e gara uno sono state dominate dallo chef volante Michele Cannistraro (Honda), che si è lasciato alle spalle Marco Furega (Honda) e Mauro Cucchietti (Honda Gazza Racing), mentre in gara due Mauro Cucchietti ha avuto uno spunto imperioso che gli ha permesso di mettersi davanti a  tutti e di rimanervi sino alla fine. Cannistraro è stato penalizzato di 15 secondi per partenza anticipata ed in seguito è scivolato, così la seconda piazza se l’è aggiudicata Furega davanti a Marzio Ravaioli (Honda), con Cannistraro solamente dodicesimo. La vittoria assoluta è pertanto andata a Mauro Cucchietti, che ha preceduto di un solo punto Marco Furega e Michele Cannistraro. Nono si è piazzato Livio Landolfi (Honda - Drivers Cuneo).

“Sono soddisfatto della mia prestazione - ha riferito Mauro Cucchietti - è stata dura, perché il livello della S5 è molto elevato. Ci voleva proprio questa vittoria, che mi conferma in seconda posizione nel campionato, alle spalle di Cannistraro. Ringrazio il Team Gazza Racing, che mi ha preparato ottimamente la moto e chi mi sostiene:  LA.RA. Srl Officine Meccaniche Saluzzo, Dentis Riciclaggio Materie Plastiche Sant’Albano Stura, Canavese Assicurazioni Fossano, Autotrasporti Supertino-Ferrero Savigliano  e CTE Energy Trinità”.

L’assoluta della classe S2 se l’è aggiudicata il francese Mickael Amodeo (Yamaha), seppure se insidiato dal conterraneo Kevin Negri (Honda Gazza Racing - M.C. Drivers Cuneo), scattato al comando di gara due, che ha però dovuto cedere al velocissimo avversario, il quale si era già aggiudicato gara uno. Dietro di loro si sono piazzati nell’assoluta Christian Romano (Suzuki), Christian Bellemo (Suzuki) e Mirko Cavalleri (Yamaha), mentre la S3 è andata ad Andrea Stucchi (Honda), che ha preceduto Nico Grazioli (TM), Michele Chiello (Honda) Matteo Frassino (Honda) e Nicolò Pontevichi (KTM).

Nella Classe S4, dove era purtroppo assente Enrico Veglia (Drivers Cuneo), molto atteso dopo la vittoria nel regionale e che speriamo di rivedere a Pomposa, Matteo Traversa (Honda) si è imposto su Kevin Vandi (Honda) grazie alla discriminante della vittoria di gara due. Dietro di loro hanno concluso Iacopo Arduini (Honda), Maurizio Bottalico (TM) e Danilo Paoloni (TM).

Ha concluso la giornata la gara riservata ai bambini della classe S Junior, classe promozionale voluta dalla FMI, che corrono su moto da 85 cc., nella quale il russo Ivan Mosin (TM) ha preceduto l’altro sovietico Lev Shcheglov (KTM) e l’italiano Valerio Lemma (Yamaha).

Dario Malabocchia

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