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Altri sport | 20 giugno 2019, 16:14

Eduard Timbretti Gugiu e quell'agognata cittadinanza: "Non sarò più un fantasma nelle competizioni ma già prima mi sentivo italiano al 100%"

Eddy potrà rappresentare l'Italia nelle competizioni internazionali, a differenza di quanto avvenuto sinora a causa della mancanza della cittadinanza italiana. Il tuffatore nato a Cuneo da genitori romeni sogna Tokyo 2020...

Eduard Timbretti Gugiu e quell'agognata cittadinanza: "Non sarò più un fantasma nelle competizioni ma già prima mi sentivo italiano al 100%"

L'ottenimento della cittadinanza italiana cambierà la vita sportiva di Eduard Timbretti Gugiu, tuffatore 17enne nato a Cuneo da genitori romeni, in attesa da oltre due anni del prezioso documento. Eddy potrà infatti rappresentare l'Italia nelle competizioni internazionali, a differenza di quanto avvenuto sinora.

Non cambierà nulla, invece, nella sua vita di tutti i giorni, dal momento che il promettente atleta tesserato per la torinese Blu 2006 si sente già italiano, "al 100%" come precisato da lui stesso.

Lieto fine per una storia tipica dei nostri giorni, sospesa tra sport e diritti civili. 

La carriera di Eduard è quella di un predestinato, con ben sedici campionati nazionali vinti a livello giovanile. Sedici come le occasioni in cui non ha potuto godersi appieno le vittorie conquistate, dovendo "scalare" al quarto posto per la mancanza di quel pezzo di carta.

Una piccola grande ingiustizia, che ormai, per fortuna, appartiene al passato.

Il futuro strizza l'occhio a Gugiu. Difficile vederlo già all'opera ai prossimi Europei giovanili, in Russia dal 25 al 30 giugno ma l'appuntamento olimpico di Tokyo 2020 è più di un sogno.

Eduard Timbretti Gugiu commenta la lieta notizia: "Finalmente è arrivata questa cittadinanza, ora potrò rappresentare l'Italia. Ma io, a livello umano, non mi sento cambiato, ho solo un pezzo di carta in più. Già prima mi sentivo italiano al 100%. Cambierà il fatto che potrò salire sul podio per celebrare ufficialmente le vittorie, sinora ero costretto dai regolamenti a defilarmi. Diventavo una sorta di fantasma, come se non ci fossi. Vivevo questa situazione con il sorriso sulle labbra, lo stesso facevano i miei avversari che ogni tanto mi ringraziavano per avergli regalato una posizione più alta di un gradino. Non aveva senso arrabbiarsi ma mi dispiaceva anche per il mio allenatore Claudio Leone che non poteva premiarmi come facevano gli allenatori degli altri. Sono contento anche per lui. Obiettivi imminenti? La vedo dura per i prossimi Europei, a metà luglio potrò partecipare alla finale dei campionati nazionali e mi auguro di essere il primo sul podio. Poi, ogni atleta, sogna di andare alle Olimpiadi ed io farò di tutto per essere a Tokyo 2020."

sdl

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