/ Motori

Motori | 23 agosto 2019, 12:01

Una lezione di sport e di vita: Nicola Dutto incanta la platea di Frabosa Sottana (VIDEO)

Numerosi i temi affrontati: l'incidente, la famiglia, la scaramanzia, l'incontro con Valentino Rossi, la Dakar, "Ballando con le Stelle" e il futuro professionale...

Una lezione di sport e di vita: Nicola Dutto incanta la platea di Frabosa Sottana (VIDEO)

"Non ho mai odiato la moto o rinnegato quello che ho fatto. Mi reputo un ragazzo fortunato, perché ho potuto trasformare una passione in una professione, con tutti i rischi del mestiere. Quando sono in sella mi dimentico di non poter usare le gambe. La moto mi ha spezzato, ma mi ha salvato".

Sarebbe sufficiente questa frase per descrivere a parole l'incommensurabile bellezza umana di Nicola Dutto, campione di motociclismo noto a livello internazionale, che nella serata di mercoledì 21 agosto ha calcato il palco del Gala Palace di Frabosa Sottana.

Una serata organizzata dall'associazione turistica Pro Loco, condotta dal nostro collaboratore, Alessandro Nidi, e sfociata in un'appassionante chiacchierata di quasi un'ora e mezza, nella quale sono state affrontate numerose tematiche relative alla vita e alla carriera del pilota beinettese: l'incidente, la famiglia, l'incontro con Valentino Rossi, la Dakar, "Ballando con le Stelle" e il futuro professionale, prima della consegna di una targa ricordo da parte della Pro Loco e dell'amministrazione comunale.

Riportiamo di seguito il filmato integrale della serata e alcuni passaggi salienti del suo intervento.

 

L'INCIDENTE - "Pordenone, 20 marzo 2010. Partivo con il numero 1, perché avevo vinto il campionato europeo l'anno precedente. La moto a un tratto, a causa di un ostacolo non visto, mi ha disarcionato. Mi sono rotto tutte le vertebre dalla seconda cervicale all'ultima dorsale per compressione. L'intervento è durato 10 ore, ho affrontato quattro trasfusioni e nove mesi d'ospedale. Chi fa sport è abituato a soffrire e a porsi obiettivi. Questa mentalità mi ha aiutato a superare quei frangenti difficili e a ritornare in pista".

LA FAMIGLIA - "La mia famiglia riveste un ruolo importantissimo. Senza la mia famiglia non farei nulla, rappresenta una spinta enorme per quello che faccio. Io e mia moglie Elena viviamo uno di fianco all'altro tutto l'anno, 24 ore su 24".

LA SCARAMANZIA "Salgo sempre dalla parte sinistra della moto e mi faccio agganciare o sganciare sempre il piede sinistro. Numero fortunato? Il 13, giorno della mia nascita". 

VALENTINO ROSSI - "È nato tutto grazie ad Alberto Porta, giornalista Mediaset che conosce bene Valentino. Quest'ultimo si è interessato alla mia avventura alla Dakar e lui ci ha messo in contatto. Così, a giugno mi ha invitato al suo ranch di Tavullia, una pista costruita per non creare aderenza e alla quale ho dovuto adattarmi alla cosa. Ci siamo divertiti tanto. Vale è un professionista, una persona molto umile. È rimasto stupito dai miei tempi, regalandomi una gran botta di autostima. Probabilmente in autunno tornerò su suo invito da lui".

LA DAKAR - "Non correrò più la Dakar perché hanno cambiato completamente territorio. Il format per 5 anni è stato concesso all'Arabia Saudita, un Paese con molti problemi a livello di visti per gli sportivi e con troppe restrizioni per le donne".

"BALLANDO CON LE STELLE" - "Quando mi hanno chiamato per partecipare al programma ero in Perù per la Dakar. La mia testa era da tutt'altra parte e ho subito rifiutato. Mi hanno ricontattato altre tre volte e in due di essi è stata proprio Milly Carlucci a telefonarmi. Quando mi ha chiesto di essere almeno ballerino per una notte, non ho potuto dire di no. Abbiamo provato la coreografia due ore il giovedì e un'ora il venerdì, poi sabato 30 marzo abbiamo danzato in diretta. Ero più teso in quella circostanza che alla partenza della Dakar".

IL FUTURO "Fra un po' di tempo potrei decidere di correre su pista. Intanto, nel 2020 prenderò parte all'Africa Eco Race, nata 11 anni fa dalle ceneri della Parigi-Dakar. Partiremo il 5 gennaio da Montecarlo e attraverseremo il Marocco e la Mauritania prima di raggiungere il Senegal 19 gennaio. Chi è Nicola Dutto? Una persona che negli anni è cambiata. L'incidente mi ha fatto migliorare: sono meno impulsivo rispetto a prima, più riflessivo e sereno. Soprattutto, non ho mai voluto che la carrozzina fosse un mezzo per raggiungere un obiettivo. Tutto ciò che ho ottenuto è frutto del lavoro".

redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium