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| giovedì 07 dicembre 2017, 16:08

Biathlon, Pietro Dutto ci crede: "Punto alle Olimpiadi"

Il biatleta delle Fiamme Oro esordirà sabato in Coppa Italia a Forni Avoltri: "Fisicamente sto bene, quindi devo solo ritrovare costanza al tiro; bastano due o tre gare buone e sei dentro"

Sabato parte la stagione italiana del biathlon, con la prima tappa di Coppa Italia, che si disputa a Forni Avoltri in Friuli. Un calendario che non ha certo aiutato gli atleti fuori dalle nazionali, che non hanno avuto nessuna occasione per mettersi in mostra, prima del via della IBU Cup, iniziata già lo scorso 23 novembre e che ha in programma proprio domani la sua seconda tappa.

Una corsa contro il tempo, quindi, quella di Pietro Dutto, che non nasconde di avere degli obiettivi importanti per questa stagione, nonostante il calendario poco favorevole, dal momento che già la settimana prossima è prevista un’altra tappa di IBU Cup a Obertilliach, in Austria, e se il cuneese non dovesse ottenere immediatamente un bel risultato a Forni Avoltri, non avrebbe la possibilità di gareggiare in gare internazionali prima della tappa di Brezno-Orsblie di inizio gennaio. 

Nonostante ciò Dutto è molto motivato, caricato anche dalla bella prestazione fatta la scorsa settimana sugli sci stretti, in occasione della Coppa Italia di fondo.

«Arrivo a questo esordio stagionale in ottima forma dal punto di vista atletico – ha affermato il poliziotto della Granda a Campioni.cn – ho lavorato molto bene e ora voglio verificare in queste prime gare a che punto sono con il tiro. Cercherò di dare tutto, portandomi dietro le ottime sensazioni avute dalla sprint di venerdì scorso in Coppa Italia di Fondo, quando, mi sono stupito io stesso dei tempi ottenuti, perché non gareggiavo in una sprint da quando avevo dodici anni. In qualifica ho chiuso addirittura ottavo, nonostante, essendo partito con un numero alto, mi sia trovato davanti atleti molto lenti che mi hanno fatto perdere un po’ di tempo. In batteria sono uscito nei quarti, perché mi è mancata un po’ di malizia, non avendo mai fatto questa gara da senior».

A Forni Avoltri, Pietro Dutto arriva molto motivato: «Vado in Friuli aspettandomi di esprimere al meglio il mio potenziale, al di là del risultato finale. Voglio fare una prestazione che rispecchi il mio valore».

Anche perché, nonostante parta dal corpo sportivo e fuori dalla nazionale, Dutto ha obiettivi molto alti per questa stagione.

«Punto alle Olimpiadi, non ho paura a dirlo. Ci penso e sono convinto che se non avrò problemi al tiro, mettendo insieme alcune serie buone, riuscirò a ritagliarmi il mio spazio. Devo ritrovare solo quella costanza di rendimento al tiro che mi è mancata lo scorso anno, perché sugli sci vado bene, ho un gran ritmo. Il problema è che se spari male, fai più giri di penalità, ti scoraggi e ti stanchi, penalizzando anche la prestazione sugli sci».

Dutto non vede così lontano questo suo “sogno”: «Le Olimpiadi potrebbero essere anche vicinissime. Mi basta sciare come so e sparare bene, perché se metti insieme due o tre gare positive, sei dentro al gruppo olimpico»

Il calendario, però, non permette errori. «Devo fare subito bene in questa gara, oppure in quella successiva in Val Martello, per arrivare in IBU Cup già a gennaio e giocarmi tutto lì. Inoltre dal 24 al 28 gennaio ci saranno anche gli Europei in Val Ridanna, che può essere la via di passaggio per le Olimpiadi, l’ultima chance. Ho un bel ricordo degli Europei, perché nel 2011, feci molto bene al mio primo anno senior, in un parterre ricco di atleti che oggi fanno presenza fissa e ottengono ottimi risultati in Coppa del Mondo»

In quell’occasione Dutto arrivò 26° nell’Individuale vinta dall’ucraino Pryma, nella quale arrivò quinto un certo Anton Shipulin, una delle stelle della Coppa del Mondo. Chiuse 18° la sprint, nella quale giunse 3° Lukas Hofer, e 15° l’inseguimento, dove vinse il russo Volkov.

In quegli europei era presente anche un’altra atleta della provincia cuneese, Roberta Fiandino, che vinse un argento con la staffetta femminile (con lei c’erano Dorothea Wierer e Karin Oberhofer).

giorgio capodaglio

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