'Un film... una canzone' per il Burkina Faso con Pessotto
“Un film... una canzone” domenica sera lo spettacolo per raccogliere fondi utili a costruire e attrezzare un centro oftalmico e ottico a Baam, nella diocesi di Kongoussi, in Burkina Faso.
“I ciechi sono moltissimi perché quando qualcuno ha problemi agli occhi, gli stregoni locali li 'curano' con patacche di sabbia accecandoli. Per evitare questo, si vorrebbe costruire un centro utile a 55 villaggi, a 40.000 persone”, spiega Severino
Marcato.
Per la serata, i giovani del gruppo culturale Eureka di Roreto di Cherasco e la scuola di danza Alballetto di Alba hanno interpretato alcune tra le più belle canzoni colonna sonora di film. Nell'Auditorium della Fondazione Ferrero di Alba sono tantissimi ad accogliere l’invito alla solidarietà lanciato dal noto fotografo albese. Severino Marcato spiega la sua personale conoscenza del Burkina Faso dal 1990 da quando è inviato laggiù per conto del settimanale cattolico 'Famiglia Cristiana' per scattare foto e raccogliere aiuti umanitari. Da quel momento la sua vita non è più la stessa. Dice:
"Anch’io prima non ci badavo a queste cose. Dopo che vedi non puoi far finta di dimenticare. Lì ho conosciuto Fratel Vincenzo Luise, i suoi ottocento lebbrosi, le sue quattrocentocinquanta donne abbandonate, i suoi malati psichici. Questa gente vive sotto una tettoia nelle casette di fango. Mi sono commosso ed ho preso a cuore il Burkina, un Paese in pace, di sicuro sviluppo. Negli ultimi vent’anni li abbiamo aiutati. Abbiamo costruito un ospedale per malati di Aids. Attualmente stiamo costruendo trenta casette per sopperire a quelle distrutte dall’alluvione nel settembre dell’anno scorso. Costano poco. Solo duemila euro a casetta. In questo momento questa gente vive sotto tende di nylon”.
Severino Marcato spiega come si può contribuire:
"Molti ci aiutano attraverso il passaparola. Ad Alba mi conoscono tutti e sanno che qualsiasi donazione ricevuta io la porto subito in banca per spedirla immediatamente. Arriva in Burkina dopo pochi giorni. Non sono un contabile, non ci sono mediatori. Qualsiasi aiuto arriva a destinazione. In questi anni ho avuto l’aiuto e l’amicizia dell’Avis, l’Associazione donatori sangue di Alba e di tantissimi amici. Sanno dove trovarmi e siamo riusciti ad aiutare molto questo Paese”. Comunque, chi volesse contribuire all’iniziativa e non conosce personalmente Severino Marcato può contattarlo presso 'Gazzetta D’Alba', presso l’Avis di Alba oppure via e-mail: severino.marcato@stpauls.it.
Accanto ad alcuni esponenti della Giunta Comunale, seduto in prima fila anche il noto ex calciatore ed ora dirigente della Juventus Gianluca Pessotto. L’attuale corresponsabile del settore giovanile della Juve, a metà serata è intervistato dal Presidente del Centro Culturale San Giuseppe. Su sollecitazione di Roberto Cerrato, Pessotto parla della sua esperienza alla Juventus, del suo ritrovato amore per la vita, del suo libro 'La partita più importante' pubblicato con i giornalisti Marco Franzelli e Donatella Scarnati.
“Pensare di poter raccogliere nel libro l’emozione di una parte di vita è stata un’esperienza unica perché la cosa più bella e più difficile è riuscire a trasferire con semplici parole, le emozioni. La bravura di Donatella e Marco è stata riuscire a riportare in modo semplice, profondo, sensibile tutto il bello ed il brutto provato da me”. Per quanto riguarda il mondo del calcio, Gianluca Pessotto dice:
"Dietro il brutto mondo dipinto dai giornali per aumentare le vendite, esistono storie di ragazzi, storie d’amicizia, storie d’umanità non raccontate". Sollecitato da Cerrato, che chiede all’ex calciatore consigli per chi sta vivendo un disagio interiore com’è accaduto a Pessotto in passato, il bianconero, rivolgendosi ai familiari e ai conoscenti delle persone che stanno male, spiega di non chiudersi solo nei propri pensieri ma di avere un occhio per quelli che stanno accanto a sé. Perché magari hanno bisogno di una parola, di una carezza. L’amore è la soluzione a tutto, sostiene Gianluca Pessotto.
G. D.