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Calcio | 13 maggio 2011, 09:03

Cuneo in Lega Pro, gli ultras della Curva Vasco: "No alla Tessera del Tifoso"

Dopo i festeggiamenti per la promozione, la protesta dei tifosi biancorossi attraverso un comunicato diffuso su internet

Gli ultras del Cuneo

Gli ultras del Cuneo

Con la promozione in Lega Pro, il Cuneo Calcio è tornato alla grande nel calcio professionistico: come risaputo, dalla Stagione 2010-2011, il Ministero, attraverso una direttiva del 2009, ha imposto alle società di adottare la Tessera del Tifoso, attraverso la quale le Questure possono identificare i tifosi di una squadra calcistica o della Nazionale italiana.

In questo modo i dati sensibili e personali sono conservati solo dalle società e utilizzati nel rispetto della legge sulla privacy: in linea strettamente teorica la Tessera dovrebbe garantire più sicurezza, perché esclude i soggetti sottoposti a Daspo o a condanne per reati da stadio.

Il mondo degli ultras ha reagito negativamente all'applicazione della Tessera in quanto, secondo il loro punto di vista, lesiva dei diritti civili delle persone.

Dalla prossima stagione anche la tifoseria del Cuneo dovrà seguire la norma ed adottare la Tessera del Tifoso: è scattata quindi la mobilitazione per esprimere la propria contrarietà, da parte del gruppo ultras della Curva Vasco, attraverso un comunicato pubblicato sul proprio sito internet.

Ecco il testo integrale, da http://ultrascuneo.blogspot.com :

 

A tutti gli abbonati e i tifosi del Cuneo

Dalla stagione 2010-2011 il ministero dell’interno ha imposto a tutte le società di calcio professionistiche l’adozione della cosiddetta TESSERA DEL TIFOSO.

Si tratta di una card (utilizzabile anche come carta prepagata) che le società, previo nulla osta della questura, rilasciano agli abbonati e ai richiedenti (con l’esclusione di quanti hanno subito una diffida negli ultimi 5 anni), e che costituisce un titolo obbligatorio per l’accesso ai settori ospiti di tutti gli stadi.

Il provvedimento ha suscitato da subito una serie di critiche non solo nel mondo del tifo organizzato (ultras e club), ma anche da parte di dirigenti, allenatori, giocatori, sindacati di polizia, esperti di diritto e giornalisti.

E’ vero infatti che la TESSERA DEL TIFOSO:

NON MIGLIORA LE CONDIZIONI DI SICUREZZA NEGLI STADI: se si va in trasferta senza tessera si è costretti ad acquistare biglietti per i settori destinati ai tifosi di casa, con evidenti rischi specie per le famiglie

NON ELIMINA LE EVENTUALI RESTRIZIONI ALLE TRASFERTE: le trasferte restano comunque soggette a divieti e limitazioni da parte del CASMS, che può estenderli anche ai possessori della tessera (come è effettivamente già avvenuto diverse volte nella stagione in corso)

LIMITA GRAVEMENTE LA LIBERTA’ DEI TIFOSI: il divieto non colpisce solo gli ultras ma anche quei tifosi occasionali che vogliano seguire la loro squadra per una sola partita in trasferta, e che sono costretti a sottoscrivere la tessera (a pagamento, in aggiunta al costo del biglietto) per entrare nel settore ospiti

CONTRASTA CON I PRINCIPI COSTITUZIONALI: benché la normativa parli espressamente di un divieto limitato a chi ha subito una diffida (DASPO) negli ultimi 5 anni, l’articolo 9 della legge Amato (41/2007) consente di estenderlo anche a chi è stato soggetto ad un divieto di ingresso allo stadio in un periodo precedente, e addirittura a chi abbia subito un DASPO ma sia stato poi assolto in tribunale

LEDE LA PRIVACY DEI SOTTOSCRITTORI: la tessera del tifoso utilizza un microchip con tecnologia RFID che consente di registrare dati personali: il trattamento di questi dati è attualmente oggetto di un’inchiesta del Garante della Privacy, perché molte società non hanno chiarito se e come i dati raccolti possano essere utilizzati per finalità pubblicitarie e commerciali

 

In sostanza, quindi, la tessera del tifoso rappresenta una speculazione bancaria sulla pelle dei tifosi: per la prima volta si impone per legge la sottoscrizione di una carta prepagata per poter assistere ad una partita, al solo fine di trasformare i tifosi in clienti e regalare altri soldi ai potentati economici del calcio.

Poiché con il ritorno tra i professionisti la società Cuneo Calcio sarà costretta ad inviare automaticamente la tessera a tutti gli abbonati, abbiamo deciso di non sottoscrivere alcun abbonamento né alcuna tessera, invitando tutti gli altri tifosi ed abbonati a fare altrettanto.

Per la prossima stagione impegniamoci tutti ad acquistare i biglietti volta per volta, perché la nostra dignità di cittadini non si compra e perché la tessera può ancora fallire, se siamo uniti nel rifiutarla.

Ne’ clienti ne’ delinquenti: noi siamo tifosi

NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO

 

Edward Pellegrino

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